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La filosofia di Light Studio... l’oggetto prima di tutto...

 

Giuseppe Mestrangelo esercita la sua professione di lighting design ed artista a Milano, dal 1971.

Studia illuminotecnica e fisica della luce applicandola all’illuminazione di opere d’arte, tanto da rendere il suo studio una realtà unica nel suo genere.

Nel 1994 nasce Light Studio: con l'apporto scientifico e progettuale di Alberto Cottarelli, Iskra Mestrangelo e Patrizia Savino, inizia una nuova fase in cui la ricerca ancora più approfondita sullo sfruttamento del flusso luminoso fa sì che lo studio si trovi ad operare anche in altre realtà del settore, fino alla progettazione e realizzazione di corpi illuminanti altamente specifici.

Oggi, con una nutrita serie di progetti illuminotecnici realizzati sia in ambito pubblico che privato, Light Studio costituisce una realtà atipica e pressoché unica nel settore, affermandosi come eccellenza di riferimento per una progettazione illuminotecnica innovativa.

Ciò che contraddistingue Light Studio è la modalità di approccio alle problematiche illuminotecniche che tengono conto di varie esigenze, tra cui fattori estetici e compositivi, percezione, conservazione dell'opera d'arte e non ultimo il risparmio energetico. Il tutto destinato alle specifiche peculiarità del luogo e dell'oggetto. 

 

 

La filosofia di Light Studio: l’oggetto prima di tutto...

 

“… amiamo pensare che un oggetto, sia esso un quadro, una scultura,

un angolo di un'abitazione o di uno spazio espositivo,

non debba essere solo “illuminato”.

L'oggetto in questione deve poter esprimere

attraverso la luce

la sua “vitalità o drammaticità”.

Al di là delle tecniche e degli strumenti da utilizzare,

il nostro primo pensiero è sempre rivolto alla percezione finale,

al risultato, alle conseguenze emotive del nostro lavoro.”

 

Attività:

Progetto e consulenza illuminotecnica

Illuminazione di Opere d'Arte e materiali ipersensibili alla luce

Scenotecnica della luce

Ricerca e sfruttamento del flusso luminoso

Progettazione e produzione di corpi illuminanti

 

Ambiti:

Mostre, musei, spazi espositivi

Interni ed esterni pubblici e privati

                

  • Insolito per alcuni… per noi una regola… … la prima valutazione quando ci interfacciamo con il nostro committente è comprendere il “ fine ultimo” … l’obbiettivo peculiare.

  • La luce illumina definisce racconta drammatizza scenografa, identifica ogni cosa che ci circonda.

  • L’oggetto, che si tratti di una scultura, di un dipinto o di un abito, porta in se la ragione della sua esistenza … e questa è la nostra regola, focalizzare prima di un progetto o della scelta di un corpo illuminante, le motivazioni che rappresenteranno l’oggetto, mediante l’uso della luce.

  • Perché non si illumina una pergamena del XIII secolo come un’opera di Kiefer o un abito come un Kilim.

  • Le varianti sono innumerevoli, e vanno dal fattore illuminotecnico a quello rappresentativo, nelle sue più intrinseche peculiarità.

  • Un determinato pigmento esposto ad un irraggiamento luminoso non controllato causa il deterioramento di un’opera d’arte di inestimabile valore, come un abito in uno showroom deve essere visionato nella sua reale forma e cromia, per non proporre all’acquirente colore e forme falsate questo per noi è … l’obbiettivo peculiare .